Un approccio integrato tra clinica, formazione e prevenzione

“Cambiare passo per cambiare rotta”

Terapia strategica integrata e arteterapia

​La psicoterapia strategica affonda le sue radici nella California degli anni ’50 e ’60, presso il celebre Mental Research Institute di Palo Alto. È qui che l’antropologo e psicologo Gregory Bateson e lo psichiatra Milton Erickson hanno gettato le basi per un nuovo modo di fare terapia, passando dalla ricerca del “Perché” all’analisi del “Come”.

A differenza degli approcci tradizionali, il modello strategico si concentra meno sul ricercare le cause del problema e molto più su come il problema funziona oggi e, soprattutto, su come risolverlo. In tale prospettiva assumono una grande importanza la definizione di obiettivi chiari, concreti e misurabili che orientino il percorso e la rottura delle tentate soluzioni (comportamenti che, pur essendo messi in atto in buona fede per stare meglio) che finiscono paradossalmente per alimentare il disagio a cui si vuole rispondere. 

La terapia strategica integrata (Scuola di specializzazione SCUPSIS) non applica protocolli rigidi in base al problema, ma è volta a cucire l’intervento su misura per la persona con maggiore flessibilità e sensibilità verso la storia dell’individuo. Ecco perché l’obiettivo finale non è la scomparsa del sintomo, ma il recupero della propria autonomia e il potenziamento delle proprie risorse, per tornare a navigare la vita con maggiore fiducia e adattabilità.

Questo approccio che crede nell’azione come strumento per il cambiamento, mi ha gradualmente avvicinato anche all’arteterapia (Centro Lyceum). Questa permette di utilizzare i materiali artistici come mediatori espressivi per:

  • Aumentare la consapevolezza di sé e l’esplorazione del proprio mondo interiore.
  • Migliorare la regolazione emotiva.
  • ​Favorire la condivisione e comunicazione con gli altri.
  • ​Sperimentare gestioni alternative e creative delle difficoltà.

​​Il mio operato si svolge in diversi ambiti e a diversi livelli, nella convinzione che il cambiamento efficace risiede anche nella possibilità di mutare i contesti in cui gli individui sperimentano disagio. A questa visione si lega un forte impegno nel sociale che completa e potenzia l’attività clinica. In particolare mi occupo di:

  • Prevenzione e intervento contro la violenza di genere. Collaboro con l’Associazione Donne e Politiche Familiari, offrendo consulenze alle donne vittime di violenza di genere e svolgendo attività di formazione e prevenzione con i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado di Roma.
  • Formazione professionale e Inclusione rivolta a giovani adulti con disabilità e invalidità, per favorire autonomie e inserimento lavorativo